
MEDUSA
Sebbene tradizionalmente stigmatizzata come mostro letale, la figura della Gorgone nasce da un trauma originario: lo stupro subito da Poseidone e la successiva, ingiusta punizione di Atena. Il percorso visivo esamina come l’arte antica e rinascimentale abbia spesso esaltato la sua decapitazione per mano di Perseo, riducendola a mero trofeo del potere patriarcale e trasformando Medusa da vittima a mostro. Tuttavia, l’arte contemporanea rilegge il mito: oggi le espressioni artistiche decostruiscono la narrazione classica, elevando Medusa da vittima demonizzata a fiero emblema di resistenza e denuncia sociale.
Lo sguardo di Medusa, a cura di Chiara Borgonovo
Per secoli Medusa è stata la vittima perfetta: mostro da uccidere, testa recisa da esibire come trofeo. Ma cosa succede quando è lei a guardarci? Da Ovidio a Freud, dai busti barocchi ai collage di Barbara Kruger, dal Riso della Medusa di Hélène Cixous alle creature digitali di Morehshin Allahyari, il contributo ripercorre le principali interpretazioni di questo personaggio e della sua storia, focalizzandosi in particolare sulle sue riletture in chiave femminista. In questo modo, si propone di presentare Medusa non tanto come vittima ridotta al silenzio, quanto come un’alleata potente, in grado di insegnarci a resistere alla violenza del male gaze.













